Rassegna Stampa

Collegamenti internet: Il Trentino primo in Italia con il 72%

11 OTT '17
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Fonte: © LA VOCE DEL TRENTINO del 11 ottobre 2017

Durante i lavori della quinta commissione Alessandro Zorer, presidente di Trentino Network ha presentato un rapporto in merito allo stato di avanzamento delle infrastrutture pubbliche per l'accesso e la condivisione e la protezione dei dati. Zorer ha ricordato innanzitutto l'attività di Trentino Network società in house della Provincia nata nel 2004, che ha realizzato e possiede le infrastrutture di telecomunicazione pubbliche nel Trentino (rete ottica, wireless e di radiocomunicazioni per la protezione civile), supporta programmi di sviluppo della rete per la diffusione della larga banda per conto della Pat, gestisce le infrastrutture di rete e fornisce servizi di comunicazione agli enti pubblici (Provincia, Comuni, ospedali, scuole, sanità, università e ricerca), oltre ad occuparsi dell' affitto delle infrastrutture ad operatori di mercato a condizioni non discriminatorie.

Il presidente ha segnalato le infrastrutture già realizzate per la rete in fibra ottica e senza fili e gli obiettivi europei per la banda larga, che prevedono di raggiungere entro il 2020 il 100% delle utenze con più di 30 mb al secondo e l' 85% con 100 mb al secondo. Zorer ha aggiunto che la provincia di Trento ha la percentuale più alta in Italia (72%) di persone che utilizzano internet, mentre è al secondo posto per numero di famiglie con contratto a banda larga. Quanto allo stato delle infrastrutture, ha segnalato i 135 milioni di euro investiti dalla Provincia per realizzazione 1.100 km di dorsale in fibra ottica. Quindi in Trentino secondo i dati presentati da Zorer quasi 386 mila persone si collegano alla rete.

Con un focus dedicato alle scuole, il presidente di Trentino Network ha evidenziato che utilizzano già la fibra ottica 83 istituti, mentre in altri 41 il servizio verrà attivato entro il 2017. E ha preannunciato che gli interventi a favore delle altre 208 scuole di ogni ordine e grado da collegare in 134 Comuni, per 18 appalti, dovrebbero concludersi entro il 2019. Per lo sviluppo della rete Bul (banda ultra larga), con gli investimenti privati nelle "aree nere" dei Comuni di Trento, Rovereto, Arco, Riva del Garda e Pergine e quelli nelle " aree bianche " del resto del territorio provinciale, Zorer prevede che si arrivi ad avere l' anno prossimo una sensibile crescita della fascia da 30 a 100 mb al secondo arrivando a coprire il 96,5% della popolazione e il 96,6% delle aziende (con la copertura completa entro il 2020), mentre del superamento della soglia dei 100 mb al secondo, che nel 2018 saranno accessibili al 19,6% della popolazione (oggi siamo allo 0,1%) e al 48% delle aziende (oggi siamo al 4%) nel 2020 potranno beneficiare il 56% della popolazione e il 96,6% delle aziende (tutti avranno comunque da 30 a 100 mb al secondo).

Zorer ha infine illustrato i servizi informativi di "Trentino in Rete" e l'accorpamento dei data center pubblici, ha parlato delle piattaforme comuni del community claud e del Comitato sicurezza e privacy costituito con due obiettivi: adeguare gli enti al nuovo regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali, che dovrà essere applicato in tutti i Paesi dell'Ue dal 25 maggio 2018; e l'integrazione dei dati (log) legati alla sicurezza e progressiva costituzione di un Soc (Security Operation Center) , come entità di coordinamento nell' ambito cybersecurity entro fine 2017.

Il presidente di Trentino Network ha infine accennato alle criticità attuali per la sicurezza informatica, dovute alla sempre maggiore frequenza e pervasività degli attacchi e alla complessità delle reti, per cui oggi occorre anche proteggere un insieme di spazi fisici, hadware, software e device utente. Trentino Network e Informatica Trentina hanno oggi una struttura di Network and Security Operation Center (N-Soc) che tiene sotto controllo la sicurezza della rete e del data center Pat. e monitora gran parte del traffico della rete pubblica (Telpat). "Ma il network provinciale è un ecosistema complesso - ha avvertito Zorer - all'interno del quale convivono numerose realtà le cui attività possono avere ricadute, anche rilevanti, sull' intera infrastruttura. Ciò significa che per gli eventi che hanno origine o terminano nelle infrastrutture non monitorate non è possibile stimare entità ed eventuali ripercussioni, e che per gli eventi che si verificano all'interno di tali infrastrutture non è possibile nessuna azione reattiva in quanto restano sconosciute anche le potenziali ricadute su Telpat".

Visto l'attuale scenario ad alto rischio di attacchi informatici anche per il Trentino, Zorer ha concluso sottolineando che la priorità per la Provincia è mettere in campo sia competenze adeguate sia potenziare e centralizzare le operazioni di difesa, per garantire sempre una risposta adeguata in qualunque situazione e a prescindere da chi sia l'obiettivo di attività illecite. Ma per far questo l'orizzonte provinciale appare insufficiente: va continuamente monitorato l'orizzonte complessivo, nazionale ed internazionale. Per questo occorre anche alla Provincia un Cert (Computer emergency response team), vale a dire un gruppo di persone con forti competenze in ambito ICT Security la cui attività principale consista nel reagire ad incidenti di sicurezza informatica, fornendo servizi preventivi e didattico-divulgativi per la comunità di riferimento. Questa attività si concretizza nella realizzazione di un Cert che abbia una visibilità completa su tutta l'infrastruttura informativa della Provincia di Trento e che goda degli accreditamenti necessari, tanto a livello locale quanto a livello nazionale e internazionale (Cert-Pat).